festa d’inverno

I MONDI POETICI DI FERNANDO BANDINI

 

giornata di studio

 

sabato 11 dicembre
Sala Convegni Museo della Marineria
mattino dalle 9.30
Lino Rossi - Saluto all’amico
Elio Gioanola - L’artigianato dell’altrove
Rodolfo Zucco - Il traduttore di Baudelaire
Carlo Carena - La musa latina di Fernando Bandini
Presiede e coordina Fausto Curi

pomeriggio dalle 15.00
Anna Modena - Il tempo obliquo di Fernando Bandini
Emilio Franzina - Il poeta cittadino / il cittadino poeta
Arnaldo Colasanti - Liturgie vicentine
Presiede e coordina Renzo Cremante

 

Fernando Bandini è nato a Vicenza nel 1931, ed è oggi una delle voci poetiche italiane più importanti. Già docente di Filologia Romanza, poi di Stilistica e Metrica Italiana all’Università di Padova, ha poi insegnato Letteratura italiana moderna e contemporanea in quella di Ginevra, dove per più di vent’anni ha esercitato il ruolo di chargé de cours.

Ha esordito con l’editore Neri Pozza, col quale ha pubblicato nel 1962 la sua prima raccolta di versi In modo lampante, poi nel 1965 Per partito preso. Successivamente i libri di poesia di Fernando Bandini sono apparsi nella collana «Lo Specchio» dell’editore Mondadori: Memoria del futuro (1969) e La màntide e la città (1979). Nel 1985, a Padova, pubblica Il ritorno della cometa, mentre nel 1994 è uscita presso Garzanti la raccolta Santi di Dicembre e, nel 1998, Meridiano di Greenwich. Nel profilo poetico di Fernando Bandini c’è anche l’esercizio della poesia neolatina (Sacrum hiemale, 1965; De itinere reginae Sabae, 1989), dove si è distinto nel «Certamen Hoeuffianum», bandito dall’Accademia Reale Olandese (il concorso noto in Italia per i successi che vi riportò Giovanni Pascoli) e, dopo la cessazione del premio olandese alla fine degli anni Settanta, nel «Certamen Vaticanum». Notevole l’attività di traduttore: da ricordare quella degli Epòdi di Orazio, pubblicata dall’editore Marsilio nel 1992, e quella delle Canzoni di Arnaut Daniel (Einaudi 2001). In ambito critico Bandini si è occupato soprattutto di Leopardi. I suoi studi riguardano inoltre il linguaggio poetico contemporaneo (Pasolini, Rebora, Saba, Pavese, Jahier, e i dialettali del Novecento). Attento alla tradizione dialettale della letteratura veneta, Bandini ha prodotto studi sulla letteratura pavana del Cinquecento e sull’ottocentesco Pittarini, del quale ha curato l’edizione de La politica dei villani, testo famoso nella memoria popolare, e l’edizione delle poesie rustiche. Fernando Bandini è stato consigliere della Biennale di Venezia nei primi anni Ottanta durante la presidenza di Giuseppe Galasso. Già direttore dell’Istituto per le Lettere, il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini, è ora presidente dell’Accademia Olimpica di Vicenza. È membro del Comitato Scientifico di Casa Moretti, fin dalla sua istituzione.

 

In una intervista a Manlio Cancogni, alla domanda «Chi è il poeta più sottovaluto e quello più sopravvalutato?», lo scrittore rispose: «è una domanda imbarazzante. In ogni caso preferisco parlare di quelli sottovalutati, facendo solo qualche nome fra i tanti. A Betocchi, ad esempio, non è stata resa piena giustizia. Altrettanto si dica di un Giotti, ai più sconosciuto. Ma non voglio fare altri nomi. Uno sì però: Fernando Bandini».

Casa Moretti si augura di poter vedere presto sanato questo limite.