Leonardo da Vinci
di Marino Moretti

lettura scenica
a cura di
Massimo Foschi e Claudio Longhi

Con Massimo Foschi
e la Compagnia del Serraglio
Francesca Airaudo
Michele Bertelli
Alessia Canducci
Giovanni Casadei
Mirco Gennari

Teatro Comunale di Cesenatico
6 settembre 2002, ore 21

 

il Leonardo da Vinci di M. Moretti e F. Cazzamini Mussi
Claudio Longhi
Massimo Foschi
La Compagnia del Serraglio
 

 

Nell’ambito nelle celebrazioni dei 500 anni del viaggio di Leonardo da Vinci in Romagna, la città di Cesenatico, con un progetto promosso e coordinato dalla Regione Emilia Romagna, propone lo straordinario recupero di un testo teatrale di Marino Moretti, con una eccezionale operazione culturale. Onorando infatti la data del 6 settembre, per la prima volta porterà in scena il poema drammatico Leonardo da Vinci, pubblicato dallo scrittore nel 1909.

Impegnato in una ricognizione per incarico del Duca Valentino, Leonardo da Vinci fu infatti a Cesenatico il 6 settembre del 1502. L’evento segnò marcatamente l’immaginario della città, fino a quando tra Otto e Novecento, in un contesto nazionale di recupero e mitizzazione del genio di Vinci, anche Cesenatico, protesa a riscoprire le proprie radici storiche, celebrò a suo modo Leonardo, sia nell’arte che nella letteratura. Già nel 1865 infatti Pompeo Randi dipinse il velario del Teatro Comunale raffigurando Leonardo nell’atto di mostrare a Cesare Borgia il disegno del porto.

Nel 1909, per i tipi dell’editore milanese Baldini Castoldi, Marino Moretti pubblicava invece, insieme con l’amico Francesco Cazzamini Mussi, i quattro atti del poema Leonardo Da Vinci, illustrato da Carlo Felice Zanelli. L’opera, con una evidente impronta dannunziana, era ispirata dalle biografie vinciane di Gustavo Uzielli, Dmitri Mereshkowsky ed Edmondo Solmi, e intendeva "comprendere e sentire l’anima del grande artista" e cogliere lo spirito profondo dell’epoca nella quale "il suo genio ebbe luce e potere". Della vita di Leonardo venivano focalizzati quattro momenti salienti (episodi o atti): il 1499, quando Leonardo, ingegnere di Ludovico il Moro, progettava la macchina per il volo; il 1506, quando dipinse la Gioconda; il 1514, quando fu a Roma con Michelangelo e con lui in competizione; il 1519, quando ad Amboise, nel castello di Cloux, si approssimava alla morte.

La lettura scenica è curata da Massimo Foschi e Claudio Longhi, e interpretata dallo stesso Massimo Foschi insieme agli attori della Compagnia del Serraglio di Riccione. L’evento sarà di indubbio valore culturale: da un lato, la riscoperta di un’opera teatrale di Moretti sconosciuta ai più, dall’altro la ripresa di un testo che testimonia anche l’enorme fortuna critica di Leonardo all’inizio del Novecento, esaltato dalla letteratura e dall’arte secondo un gusto estetizzante che ne fece l’icona della perfezione e del genio.

L’occasione è sottolineata dalla pubblicazione del saggio Cesenatico e il Leonardo di Marino Moretti, del professor Carlo Pedretti (Hammer Fondation di Los Angeles), oggi il maggior studioso della vita e dell’opera di Leonardo, gentilmente offerta al pubblico intervenuto.

Il frontespizio dell'edizione Baldini Castoldi del 1909, illustrato da Carlo Felice Zanelli

Claudio Longhi. Giovane regista formato alla scuola di due autentici maestri come Ezio Raimondi, al quale deve una solidissima preparazione filologica e letteraria, e di Luca Ronconi, del quale è divenuto assiduo collaboratore al Teatro "Il Piccolo" di Milano, dove gli è stata tra l'altro affidata la responsabilità dell'ufficio drammaturgia. Oltre che per la sua attività al fianco di Ronconi (ad es. per il recentissimo Infinities, singolare esempio di "scienza a teatro", tratto dal saggio del matematico inglese John Barrow), Longhi si è già fatto apprezzare per alcune regie che hanno riscosso grande attenzione della critica, come quella della Moscheta di Ruzante, interpretata da Franco Branciaroli, dove l'attenzione filologica al testo diviene lo specchio per analizzare e svelare la "grande rappresentazione" che avviene nella vita di tutti i giorni; o per quella di Ite missa est, dal testo di Luca Doninelli. Longhi è inoltre autore del saggio La drammaturgia del Novecento tra romanzo e montaggio (Pacini Editore, 1999), ha curato il volume Orlando Furioso. Un travestimento ariostesco (Emilia Romagna Biblioteche Archivi., 1996), ed è autore di due contributi nel volume La letteratura in scena. Gadda e il teatro (Bulzoni, 2001).

Massimo Foschi. Dopo il diploma alla "Silvio D'Amico" e il debutto allo Stabile di Torino (1962), dà vita nel corso della sua carriera ad alcuni personaggi chiave del teatro con una forza interpretativa intensa e una notevole autorità scenica, spaziando tra repertorio classico e area della ricerca, e collaborando con registi importanti. Con Orazio Costa è Don Giovanni; è protagonista dell'Orlando furioso di Luca Ronconi (1969), con cui recita anche nell'Orestiade nel ruolo di Oreste e Agamennone. Dal 1972 è Otello con Gabriele Lavia, Giove in Anfitrione (1979), e il Grande Elettore ne Il principe di Homburg di Kleist (1982). Memorabile è il suo Calibano ne La tempesta con la regia Strehler (1978-1979). Dal 1980 è al Teatro di Roma, diretto da Squarzina in Misura per misura e Casa cuorinfranto di Shaw. Interpreta ancora un Edipo re con la regia di Orazio Costa, e ha una assidua collaborazione con L. Puggelli che lo dirige tra l'altro in Andromaca di Racine (nella parte di Pirro), Pilade di Pasolini (1983), e ne Il libro di Ipazia di Luzi. Nella sua carriera c'è anche molto cinema, sia in veste di attore (Petri, Giordana, Zeffirelli) che di doppiatore (tra gli altri, Rutger Hauer, William Holden, Robert Mitchum, Arnold Schwarzenegger).

La Compagnia del Serraglio è nata a Riccione nel 1994 dall’incontro di attori, tecnici, registi e scrittori provenienti da diverse esperienze teatrali, accomunati dal gusto per un teatro ironico e surreale. Al loro primo spettacolo, Al ristorante, sono seguite altre produzioni come Sala d’attesa, Palcobaleno, e Café noir, oltre ad alcuni "omaggi" a personaggi come Orson Welles, Vinicius De Moraes, Charles Cros. La compagnia si occupa anche di teatro per ragazzi, cura in collaborazione con diverse scuole laboratori didattici, ed ha la direzione artistica del "Caffè Teatro" di Riccione e del Teatro Comunale Malatesta di Montefiore Conca.

Illustrazione per il quarto atto, di Carlo Felice Zanelli