Le mostre e altre iniziative culturali del Museo della Marineria dal 1997 al 2014.

Le iniziative più recenti sono presenti nella sezione "Archivio iniziative già svolte" del sito museo.

 

2014. Monumenti Tricolori. Sculture e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia-Romagna
2014.
Una notte al Museo... della Marineria, per l'ultimo dell'anno!
2013.
Fissare il tempo. Cesenatico agli inizi del Novecento nelle fotografie di Agostino Lelli-Mami
2013.
Il mare nella terra. I pesci in ceramica raku di Patrizia Budini
2013.
I "Piccoli lupi di mare" incontrano il naturalista Marco Affronte al Museo della Marineria
2013.
"Questo mare è pieno di voci". Mare e poesia nelle opere di Beppe Mecconi
2013.
Wrecks (Relitti). Personale di Roberto Nottoli
2012.
Pesci, barche e uomini di questo mare nei disegni di Luigi Divari
2012.
"Chiamatemi Ismaele". Sette secoli di caccia alla balena
2012.
Leonardo da Vinci al Porto Cesenatico
2012.
II Convegno Nazionale di Archeologia, Storia, Etnologia Navale
2012.
Naufragi
2011.
Vele e prore. Il richiamo del mare nell'arte xilografica italiana e romagnola del primo Novecento
2011.
Compagnia di Navigazione Adriatica 1932-2004
2011.
Garibaldi uomo di mare
2011.
Al varo il bragozzo restaurato
2011.
I regali del mare
2011.
L'alba del Novecento. La Cesenatico di cento anni fa nella collezione di cartoline di Luciano Nanni
2010.
Fumetti subacquei. Disegni, nuvolette, avventure, della collezione Rambelli
2010.
A Cesenatico il LXI Convegno di Studi Romagnoli
2010.
Navigare necesse est. Il faro tra mondo antico e medioevo
2010.
La Festa della Marineria torna dal 3 al 6 giugno 2010
2010.
La guerra dei trabaccoli
2009.
Gerard Rosés. Espressionismo su cartone
2009.
Lo spazio adriatico. Libri e incontri sul nostro mare
2009.
Lo Specchio del Mare. Carte dell'Adriatico dal XVI al XIX secolo

2009. Zughè, lavurè. Gioco e giocattoli di tradizione popolare nei bambini della costa romagnola
2007.
Anita Conti e le barche della pesca al merluzzo
2006.
Incontri al museo
2006.
Libri da mare e da navigare
2006.
Rievocazione della pesca "alla tratta"
2006.
Vele al terzo. I colori della storia
2005.
Cronache e meraviglie di mare nelle copertine delle riviste illustrate
2005.
Inaugurazione Sezione a Terra del museo
2003.
Per grazia ricevuta. Sacro e profano negli ex-voto marinari
2000.
E il navigar m'è dolce... Musei della marineria lungo la riviera emiliano-romagnola 1998. Avventure di palombari. Tecniche e attrezzature dell'immersione subacquea attraverso il tempo
1997.
Barche in mostra. Mario Alberani

 

Monumenti Tricolori. Sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia-Romagna

Continua il “tour” regionale del programma divulgativo riguardante il patrimonio monumentale ed epigrafico risorgimentale in Emilia-Romagna, promosso da IBC in occasione delle celebrazioni per il 150. dell’Unità d’Italia.
Dal 25 gennaio al 23 febbraio 2014, con Monumenti tricolori. Sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia-Romagna, nelle sale del Museo della Marineria di Cesenatico è visitabile anche una “sezione espositiva” con documenti e immagini “storiche” sulla grande statua di Giuseppe Garibaldi, opera del celebre scultore Tullo Golfarelli, eretta nel 1884 nella piazza centrale del paese. Oltre al monumento di Cesenatico, viene dato risalto ad altre “presenze” garibaldine nel territorio circostante: dal complesso monumentale di Ravenna dello scultore Giulio Franchi (1892) ai busti di Forlì e Savignano sul Rubicone dell’artista romano Ettore Ferrari, ai cippi ed alle lapidi commemorative “diffuse” in ambito cesenate.
Il programma dell’IBC, composto da oltre quaranta grandi pannelli illustrati e corredato da un opuscolo divulgativo a cura di Orlando Piraccini, illustra uno straordinario patrimonio di storia ed arte rappresentato da complessi statuari solitamente collocati nelle piazze, lungo le vie principali, in parchi e giardini, sotto i grandi loggiati municipali delle nostre città. Per lo più risalenti agli ultimi due decenni del secolo XIX, ma anche al primo scorcio del Novecento, i monumenti (ma anche lapidi, targhe ed epigrafi) svolgono il loro compito di mantenere viva la memoria della storia risorgimentale e della nascita della nazione italiana. I monumenti, diversi per età, stili e sembianze, e generalmente di notevole fattura artistica, raffigurano per lo più ‘ritratti’ di personaggi legati alla nascita della nazione Italia ed alla sua indipendenza: uomini famosi, padri della patria, patrioti, combattenti, statisti, politici. Non mancano però anche le rappresentazioni di fatti salienti, episodi gloriosi, eroiche gesta. Con la mostra si pone l’accento, inoltre, sugli aspetti conservativi dei complessi monumentali del Risorgimento presenti tra la Romagna e l’Emilia e sulle loro funzioni di tramando alle generazioni future di un passato glorioso che non va dimenticato.
L’esposizione, promossa dal Comune di Cesenatico, Servizio Beni e Attività Culturali, d’intesa con l’Istituto per i beni culturali e con il supporto di Gesturist Cesenatico Spa,  è visitabile negli orari di apertura del Museo della Marineria.

Una notte al Museo... della Marineria, per l'ultimo dell'anno!

Il 31 dicembre torna «Una Notte al Museo» per aspettare il nuovo anno con bambini e famiglie al Museo della Marineria di Cesenatico tra giochi, narrazioni, laboratori.

Dopo il grande successo dell’anno scorso, torna di nuovo Una Notte al Museo... con bambini e famiglie al Museo della Marineria di Cesenatico, per aspettare insieme il nuovo anno con giochi narrazioni, attività, sorprese e l’immancabile brindisi ad un futuro sereno e pieno di speranza. 
La serata inizierà alle 21 e si verrà accolti da una ricca serie di proposte di intrattenimento: per i bambini presenti partiranno infatti narrazioni itineranti, laboratori creativi, proiezioni di filmati e molto altro, mentre per i grandi è prevista anche una grande tombola. La serata proseguirà fino alle 24, con il brindisi al nuovo anno.

Per l’ingresso alla Notte di Capodanno al Museo è previsto un biglietto di 10 euro per gli adulti, mentre l’ingresso per i bambini... è gratuito!
Per info e prenotazioni telefonare al 0547.79205 – infomusei@cesenatico.it
Chiusura prenotazioni alle ore 12.00 del 27 dicembre fino ad esaurimento posti.
 Anche questa iniziativa si svolge con il supporto di Gesturist Cesenatico S.p.A.

Fissare il tempo. Cesenatico agli inizi del Novecento nelle fotografie di Agostino Lelli-Mami

La Cesenatico dei primi decenni del Novecento sarà protagonista della mostra al Museo della Marineria durante il periodo del Presepe, dal 1 dicembre 2013 al 12 gennaio 2014. Saranno esposte infatti fotografie inedite del fotografo amatoriale cesenate Agostino Lelli-Mami (1867-1957), recuperate di recente dagli eredi, quasi tutte scattate a Cesenatico e raffiguranti scene di lavoro marinaro e vita balneare.
Agostino Lelli-Mami era un “fotografo dilettante”, come si diceva allora, vale a dire un fotografo amatoriale, ma di grande sensibilità visiva e competenza: aggiornato sui progressi della tecnica fotografica, preferiva scattare con la macchina “a mano”, realizzando dunque immagini che per freschezza di ripresa e scelta del soggetto si avvicinano a quelle dei moderni reportage. Come nota Riccardo Vlahov, curatore della mostra insieme a Guia Lelli-Mami, Agostino Lelli-Mami “…è persona attenta, pronta a cercare e a notare rapidamente ciò che è degno di interesse o che è insolito. La capacità di ricerca o - per semplificare il concetto - la curiosità intesa in senso positivo, è una dote essenziale per il fotografo; deve ‘saper guardare’ e ‘saper vedere’ per poi far guardare e far vedere attraverso le proprie immagini. … Così lavora, o per meglio dire "si diletta" Agostino Lelli-Mami, riuscendo a trarre da ciò che vede di fronte a sé immagini espressive, quasi vive, piene di atmosfera, doti alquanto rare nelle foto d'epoca.” 
Agostino Lelli-Mami è stato “scoperto” come fotografo alcuni anni fa, e il suo archivio di lastre fotografiche è poi confluito presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena. Le immagini oggetto della mostra, che vengono esposte ora per la prima volta Cesenatico, sono invece frutto di un recentissimo nuovo ritrovamento all’interno del classico “baule nella soffitta”, dove la nipote Guia Lelli Mami ha visto altre lastre fotografiche in vetro, in gran parte nel formato 9x12, che sono state poi oggetto di scansione e di un accurato restauro digitale.
La Cesenatico che emerge nelle immagini è quella dei primi decenni del Novecento, un momento di grande impulso in un paese che a quel tempo ha ormai realizzato grazie ad una intensa attività amministrativa e all’opera di alcuni valenti architetti e ingegneri le principali infrastrutture ed edifici pubblici e privati, come i viali della nuova zona a mare, lo stabilimento balneare, alcuni grandi alberghi, i numerosi villini. Le fotografie rappresentano dunque una località che ha già imboccato con decisione la nuova strada del turismo, ma senza dimenticare la sua identità di borgo marinaro, che risalta nei bellissimi scatti di barche e di scene di lavoro. Sono molte anche le immagini di vita balneare, con bagnanti in spiaggia o in villa, e sono soprattutto questi ritratti a suscitare la più grande emozione, per i volti e gli sguardi che sembrano “fissare il tempo” annullando la distanza di un secolo per raggiungere i nostri occhi. 
Le immagini sono accompagnate da testi illustrativi tratti in gran parte da riviste o giornali dei primi del Novecento. A corredo della mostra sono esposti oggetti e documenti del fotografo, e anche alcune macchine fotografiche d’epoca della collezione di Bruno Evangelisti. 
Le fotografie in mostra sono anche oggetto di un libro che sarà pubblicato entro l’anno dal Comune di Cesenatico insieme alla Banca di Credito Cooperativo di Sala di Cesenatico.
La mostra, come tutte le attività del Museo della Marineria, si svolge grazie al contributo di Gesturist Cesenatico S.p.A.
Fissare il tempo. Cesenatico agli inizi del Novecento nelle fotografie di Agostino Lelli-Mami
Cesenatico, Museo della Marineria, dal 1 dicembre 2013 al 12 gennaio 2014
inaugurazione: domenica 1 dicembre ore 16:00

Il mare nella terra. I pesci in ceramica raku di Patrizia Budini

“Il mare nella terra nasce dal legame molto forte con la mia città. Diversi anni di lavoro trascorsi nel settore ittico, le cassette colme di pesci, i colori e profumi tipici del mare, hanno ispirato il mio mondo marino. I miei pesci rappresentano qualcosa di vivo in un materiale solido e durevole: fluttuano e guizzano nel mare, seguono a branchi correnti marine, fino a rimanere catturati dalle grandi reti da pesca."
In mostra al Museo della Marineria di Cesenatico dal 1 al 24 novembre 20

“Amo l’energia della terra e ciò che essa trasmette. Amo la ceramica perché in essa sono contenuti i quattro elementi della natura (terra, acqua, aria, fuoco). La terra mi dà energia toccandola e manipolandola, l’acqua bagna e permette di plasmare e dare forma, l’aria asciuga e rinforza la struttura, il fuoco completa l’opera, salda, rinforza in modo durevole e per sempre ciò che è stato creato."
"Il mio laboratorio è il posto migliore per trasformare i miei pensieri e sensazioni in qualcosa di tangibile… diventa il luogo in cui l’interiorità si trasforma in materia.”
“Il mare nella terra nasce dal legame molto forte con la mia città. Diversi anni di lavoro trascorsi nel settore ittico, le cassette colme di pesci, i colori e profumi tipici del mare, hanno ispirato il mio mondo marino. I miei pesci rappresentano qualcosa di vivo in un materiale solido e durevole: fluttuano e guizzano nel mare, seguono a branchi correnti marine, fino a rimanere catturati dalle grandi reti da pesca."
I pesci sono realizzati con la tecnica “raku”, un’arte molto antica del fare ceramica che nasce in Giappone nel XVI secolo per realizzare ciotole per il rito del thè. Negli anni '50 questa tecnica viene portata in occidente dove sviluppò ulteriori pratiche sperimentali, tra cui l’uso di materiale combustibile come segatura, foglie secche, giornali. Quest'ultima tecnica produce alcuni spettacolari effetti, come il contrasto bianco/nero e soprattutto il caratteristico effetto “craquelè” e i “lustri metallici”.
La collezione dei 300 pesci in mostra (uno diverso dall’altro) è composta da 170 pesci da appoggio, 110 pesci da appendere e 20 pesci palla. Per la realizzazione, durata 10 mesi, sono stati utilizzati 140 kg. di terra di varia natura (gres e semirefrattari) per sperimentarne plasticità e resistenza, e 15 kg di smalti, le cui ricette sono state sapientemente annotate e catalogate.”

Patrizia Budini
Nata e residente a Cesenatico, laureata in economia aziendale, impiegata, ma con la passione per la ceramica artistica, alla quale dedica il suo tempo libero. Si è formata artisticamente grazie a varie associazioni sul territorio, perfezionandosi con i corsi del MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, dove ha potuto affinare la sua tecnica e la sua espressività a contatto con valenti ceramisti, e sviluppando una preferenza per la tecnica del “raku”.
Ha partecipato ad alcune mostre collettive, e possiede una esposizione permanente a Cesenatico, in viale Trento.
Questa è la sua prima mostra personale, in un ambiente decisamente congeniale ai suoi pesci, “catturati” tra le barche e le reti del Museo della Marineria.
In mostra al Museo della Marineria dal 1 al 24 novembre 2013.

I "Piccoli lupi di mare" incontrano il naturalista Marco Affronte al Museo della Marineria

I "Piccoli lupi di mare" incontrano il naturalista Marco Affronte al Museo della Marineria, nelle serate di venerdì 9 e venerdì 16 agosto, in compagnia di Elisa Mazzoli:
- venerdì 9 agosto serata SORRISO DI SQUALO;
- venerdì 16 agosto serata SORPRESE DEL MARE
dalle ore 21:00 alle ore 22:30
"Piccoli lupi di mare" incontrano il naturalista Marco Affronte al Museo della Marineria, nelle serate di venerdì 9 e venerdì 16 agosto, in compagnia di Elisa Mazzoli:
- venerdì 9 agosto serata SORRISO DI SQUALO;
- venerdì 16 agosto serata SORPRESE DEL MARE
dalle ore 21:00 alle ore 22:30
Marco Affronte , riminese, laureato in Scienze Naturali, è stato responsabile scientifico della Fondazione Cetacea dal 1997 al 2011. In quella veste ha seguito moltissimi progetti, tra cui il recupero di animali in difficoltà, come ad es. delfini. Oltre a curare varie iniziative scientifiche, ha sempre dedicato particolare attenzione alla divulgazione scientifica, raccontando anche in prima persona il suo personale rapporto con gli animali marini.
E' possibile seguirlo sul suo blog (www.marcoaffronte.it), nelle conferenze e sugli articoli che scrive per giornali e riviste; i suoi libri più recenti sono "Il mare che non ti aspetti" (Magenes, 2007), "Viaggio Adriatico" (2011) e "Jack il delfino e altre storie di mare" (De Vecchi, 2012).

"Questo mare è pieno di voci". Mare e poesia nelle opere di Beppe Mecconi

“Questo mare è pieno di voci” è il titolo della mostra che Museo della Marineria e Casa Moretti di Cesenatico propongono per l’estate 2013, dedicata ai versi dei poeti e alle opere pittoriche ad essi ispirate e realizzate dall’artista ligure Beppe Mecconi. Un viaggio sospeso tra le parole e le immagini, tra il mare Tirreno e l’Adriatico, tra poeti più o meno celebri, tra Occidente e Oriente, tra haiku giapponesi e samba brasiliani.

Museo della Marineria e Casa Moretti di Cesenatico hanno sempre, ognuno nel suo campo di azione, interpretato anche un ruolo di collegamento tra il territorio romagnolo e il mare Adriatico su cui questo si affaccia, con il panorama più vasto di altri territori ed altri mari: quasi delle “antenne” pronte a captare e trasferire a Cesenatico e in Romagna quanto di interessante si svolge altrove, nel campo della poesia e della cultura del mare. Del resto, sia la parola poetica da un lato, sia la storia marinara dall’altro, sono per loro natura propense allo sconfinamento e alle interrelazioni: per questo, è sembrato congeniale proporre per l’estate 2013 una mostra esposta in entrambi gli spazi museali che trae origine dal lavoro artistico e culturale svolto da un artista e organizzatore culturale ligure, Beppe Mecconi, nativo di Lerici, e dunque con solide radici sul “Golfo dei Poeti” e sul mondo artistico e poetico ligure, ma anche con intense frequentazioni in varie altre culture, come quella brasiliana, giapponese, danese. Il lavoro di Mecconi infatti è quello di riproporre, illustrare e accompagnare il linguaggio visivo con le parole di poeti, dai quelli più celebri a quelli più legati ai loro territori, e con incursioni tra generi poetici fra loro distanti come quello dell’haiku giapponese, i versi dei cantautori della “scuola genovese”, i testi dei samba brasiliani. Il risultato finale è un viaggio in cui la suggestione della parola poetica si trasferisce all’emozione visiva di quadri, pieni della freschezza e del colore del Mediterraneo.
Al Museo della Marineria trovano posto, come è naturale, i quadri e i versi poetici poeti ispirati più direttamente dal mare, mentre Casa Moretti accoglie le altre opere tra le quali le serie dedicate agli haiku. Inoltre, al Museo della Marineria è possibile ammirare il lavoro artistico svolto con i bambini di una favela brasiliana sulle «10 parole importanti».
Le attività del Museo della Marineria si svolgono con il supporto di Gesturist Cesenatico Spa.
L’inaugurazione della mostra, sabato 22 giugno, sarà a partire dalle ore 17.30 al Museo della Marineria e proseguirà poi nel Giardino di Casa Moretti, con lo spettacolo inserito nella rassegna della “Serenata delle Zanzare” dedicato a “Poesia e musica dell’altra riva”, con l’ascolto di versi e musiche di autori liguri e del Golfo dei Poeti.
Lo spettacolo Questo mare è pieno di voci… poesia e musica dell’altra riva, prevede le letture di Luigi Camilli, accompagnate dalle musiche eseguite da Egildo Simeone e Livio Bernardini.

Wrecks (Relitti). Personale di Roberto Nottoli

Il Museo della Marineria è il palcoscenico scelto dall'artista Roberto Nottoli per presentare al pubblico per la prima volta Wrecks, installazione costituita dai modelli di navi protagoniste della Battaglia di Tsushima (27 maggio 1905) nella quale si confrontarono la flotta russa e quella giapponese.
 

Dal 30 marzo al 21 aprile, inaugurazione sabato 30 marzo ore 16:30

Il Museo della Marineria è il palcoscenico scelto da Roberto Nottoli per presentare al pubblico per la prima volta i suoi Wrecks, installazione costituita da modelli di navi da battaglia. Nottoli è un artista già molto noto e apprezzato soprattutto per i suoi “Androidi”, sculture realizzate con materiali di recupero che uniscono aspetti e temi della cavalleria medievale con i materiali e le icone delle moderne tecnologie. Anche in questo caso il lavoro artistico di Nottoli – preceduto da approfonditi studi e ricerche - parte da materiali di varia provenienza che vanno a riprodurre antiche navi da battaglia, in particolare quelle che diedero vita ad una delle più famose battaglie della storia marittima, quella dello stretto di Tsushima (27 maggio 1905) nella quale si confrontarono la flotta russa e quella giapponese.
Il risultato è quello di un inedito divertissement fatto di cartoncino e voglia di giochi di un tempo passato, quando si cresceva sui banchi di scuola a forza di “battaglie navali”. L’intento - come scrive Roberto Nottoli nella presentazione alla mostra – “è quello della realizzazione di un giocattolo ironico, una sorta di simulacro credibile in prima istanza ma poi giocosamente riconoscibile come esorcismo all’umana barbarie. […] Questi relitti, i Wrecks appunto, riemergono dalle buie profondità marine pronti a tracciare nuove rotte nelle imperscrutabili geometrie di future battaglie.”
Sul pavimento della sala mostre del Museo della Marineria di Cesenatico, come su un carta nautica, si affrontano così una trentina di navi da battaglia sui due opposti schieramenti, mentre a parete sono esposti i disegni e gli studi preparatori e due monitor mostrano ricostruzioni e filmati d’epoca.
La mostra si avvale della collaborazione di Gesturist Cesenatico S.p.A.

Wrecks. I relitti. Personale di Roberto Nottoli
Museo della Marineria, 30 marzo – 21 aprile 2013
aperto sabato domenica e festivi, 10-12, 15-19
Inaugurazione, sabato 30 marzo, ore 16:30

Pesci, barche e uomini di questo mare nei disegni di Luigi Divari

Al Museo della Marineria di Cesenatico, in collaborazione con la libreria Mare di Carta di Venezia, una mostra nella quale i protagonisti sono i pesci del nostro mare, raffigurati con straordinaria maestria e vivacità nei disegni all’acquarello del veneziano Luigi Divari, grande esperto di barche e marineria tradizionale dell’Adriatico.
Inaugurazione domenica 2 dicembre, ore 16.
L’Adriatico possiede ancora una inaspettata varietà di pesci, che può essere testimoniata da chi ha il privilegio di vivere a stretto contatto con le sue acque e di frequentarlo nelle diverse coste e ambienti nei quali questo mare si snoda. È il caso di Gigi Divari, veneziano DOC, uno dei massimi esperti di barche tradizionali venete e adriatiche, con al suo attivo varie pubblicazioni, ma soprattutto frequentatore assiduo, con il suo “topo” e altre barche, della Laguna e dell’Adriatico. La sequenza delle parole nel titolo della mostra restituisce il grado di importanza che Divari attribuisce a chi sta in mare: prima i pesci e poi le barche, e infine gli uomini, ma solo perché servono a fare navigare le barche. In altre occasioni Gigi ha illustrato le barche e i mestieri della Laguna, ma in questa mostra i veri protagonisti sono i pesci, che i suoi acquerelli restituiscono come se fossero appena pescati; anzi, come fossero ancora in fondo al mare, impegnati nella loro vita segreta fatta di slanci, guizzi, e agguati. Si tratta di oltre sessanta acquerelli in mostra, realizzati con una maestria tecnica capace di rendere ogni sfumatura e iridescenza, e fondata su una lunga consuetudine con il mare e le sue creature, che diventano così non “nature morte”, ma “nature vive”.
La mostra si svolge in collaborazione con la libreria Mare di Carta di Venezia, un punto di riferimento per gli appassionati di vela e di marineria, e si avvale – come tutte le attività del Museo del Marineria di Cesenatico – del supporto di Gesturist Cesenatico S.p.A.

Pesci, barche e uomini di questo mare nei disegni di Luigi Divari
Dal 2 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013.
Apertura: dal 2 al 23 dicembre sabato, domenica e festivi, dal 25 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni; orario 10-12, 15-19.

"Chiamatemi Ismaele". Sette secoli di caccia alla balena

Al Museo della Marineria una mostra che attraverso immagini d’epoca quali stampe, dipinti, fotografie ripercorre la storia secolare della caccia alla balena: un’attività umana oggi per fortuna quasi scomparsa, che ha tuttavia scritto pagine memorabili della marineria. Le immagini provengono dall’archivio di Giancarlo Costa, scrittore, giornalista e fotografo che ha curato la mostra, realizzata in collaborazione con l’Acquario Civico di Milano.
Dal 20 ottobre al 18 novembre 2012, inaugurazione sabato 20 ottobre, ore 11.

“Chiamatemi Ismaele”: queste le due parole con le quali inizia il racconto del protagonista di Moby Dick di Hermann Melville, il celebre romanzo centrato sulla caccia folle e spietata del capitano Achab alla balena bianca. Due parole che sono anche il titolo ideale per questa mostra, dedicata alla vicenda secolare della caccia alla balena, attraverso raffigurazioni provenienti da antiche stampe, dipinti, fotografie antiche e moderne, curata da Giancarlo Costa, giornalista e scrittore, divulgatore di storia marittima e titolare di uno dei più vasti archivi fotografici specializzati in materia. 
La caccia alla balena è al giorno d’oggi una pratica del tutto ingiustificata e giustamente condannata dalla coscienza ambientale e dalla legislazione internazionale, anche se qualche paese continua ancora a considerare questi straordinari animali marini prede per utilizzo alimentare e commerciale. Ciò detto, occorre ricordare che i balenieri dei secoli scorsi furono protagonisti di una grande epopea della storia marittima, compiendo memorabili imprese: seguendo le rotte delle balene hanno esplorato zone di mare allora sconosciute, come quelle artiche e antartiche, scoperto isole di cui si ignorava l’esistenza, eseguito rilevamenti di coste inesplorate, compiuto osservazioni oceanografiche quando questa scienza ancora non esisteva. Tutto ciò senza contare il rischio della stessa navigazione, svolta in viaggi che duravano in media 4-5 anni, e quelli della caccia stessa, svolta per secoli semplicemente con arpioni su piccole lance in balia del mare e della furia delle prede ferite.
La mostra racconta tutto questo attraverso le immagini provenienti dall’archivio fotografico di Giancarlo Costa, giornalista, scrittore, divulgatore di storia marittima, che spaziano dalle prime raffigurazioni della caccia alla balena presenti in antiche stampe, sino alle fotografie d’epoca, per giungere sino alle immagini più attuali che mostrano come purtroppo alcuni paesi perseguano ancora la caccia a questi meravigliosi animali.
La mostra, che come tutte le attività del Museo della Marineria è organizzata con il supporto di Gesturist Cesenatico S.p.A., verrà aperta sabato 20 ottobre per concludersi il 18 novembre 2012, con il normale orario del periodo autunnale: sabato domenica e festivi, 10-12 e 15-19. 
Inaugurazione sabato 20 ottobre, ore 11:00.

Leonardo da Vinci al Porto Cesenatico

Al Museo della Marineria di Cesenatico - in collaborazione con Gesturist Cesenatico S.p.A. - una mostra su “Leonardo da Vinci a Porto Cesenatico”, per raccontare gli aspetti storici e fare emergere il valore simbolico e la suggestione di questa importante presenza 510 anni dopo il suo passaggio. In mostra oltre alla riproduzione del famoso “Codice L” anche i modelli di macchine leonardesche sull’acqua realizzati dal Museo Leonardiano di Vinci.

Il 6 settembre 1502 Leonardo da Vinci lascia il ricordo della sua presenza a Cesenatico tracciando sul suo taccuino di viaggio, il famoso “Codice L”, un preciso rilievo del piccolo borgo marinaro accompagnato da una veduta dall’alto della rocca. Leonardo si trova a Cesenatico in qualità di “ingegnere generale” di Cesare Borgia, che aveva da poco conquistato la Romagna spodestando le ultime litigiose signorie, e aveva affidato a lui con un apposito lasciapassare il compito di verificare e migliorare le fortificazioni e infrastrutture strategiche del suo nuovo ducato, tra le quali figurava appunto il porto di Cesena. Il significato del “passaggio” di Leonardo a Cesenatico – come accadrà anche in seguito con Garibaldi - va però ben oltre il semplice dato storico, per assumere una più ampia valenza simbolica: Leonardo diventa così, insieme a Garibaldi, uno dei protagonisti che concorrono a formare la storia e l’identità cittadina soprattutto nel primo Novecento, quando il Genio di Vinci viene riscoperto e divulgato al più vasto pubblico con alcuni celebri libri, ottenendo anche l’attenzione della nascente psicanalisi grazie ad un famoso saggio di Sigmund Freud.
La mostra “Leonardo da Vinci al Porto Cesenatico” ha l’intenzione di raccontare in modo semplice e divulgativo, con l’ausilio di un ampio apparato iconografico, la vicenda del “passaggio” di Leonardo e il contesto storico nel quale avvenne, senza dimenticare però di rilevare anche tutte le implicazioni simboliche che questo passaggio originò, nella cultura locale e fino nella promozione turistica, che considerò sempre Leonardo il più valido “testimonial” di Cesenatico.
Sarà possibile anche vedere alcuni interessanti modelli di macchine leonardesche relative all’acqua, elemento verso il quale Leonardo aveva un grande interesse sia dal punto di vista ingegneristico, sia filosofico, concessi in prestito dal Museo Leonardiano di Vinci. Sarà inoltre presente un esemplare del “ponte salvatico”, cioè il “ponte di salvataggio” realizzato secondo l’ingegnoso progetto di Leonardo assemblando a incastro alcuni tronchi.
La mostra dell’estate sarà il primo momento di una serie di attività su Leonardo da Vinci che proseguiranno in autunno con laboratori e attività didattiche e con una “Serata Leonardo” al Teatro Comunale.
 

Leonardo da Vinci al Porto Cesenatico
Cesenatico, Museo della Marineria, dal 6 luglio al 9 settembre 2012
orario: 10-12, 17-23. Inaugurazione venerdì 6 luglio, ore 21:00.

II Convegno Nazionale di Archeologia, Storia, Etnologia Navale

Torna a Cesenatico il prossimo 13-14 aprile il Convegno Nazionale di Archeologia, Storia ed Etnologia Navale, promosso e organizzato dall’Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale (ISTIAEN) insieme al Museo della Marineria di Cesenatico - dove si terrà il convegno - con la collaborazione di Gesturist Cesenatico S.p.A. È la seconda edizione di questo appuntamento di notevole rilievo, che si tenne la prima volta sempre a Cesenatico nel 2008.
Scaricare il programma del convegno.
Archeologia, storia, etnologia navale: argomenti nei quali l'Italia negli ultimi anni ha prodotto importanti ritrovamenti, studi ed esperienze, che ora hanno bisogno di una occasione autorevole di comunicazione e di scambio ad alto livello scientifico, e insieme di divulgazione anche al grande pubblico e alla stampa di questi risultati.

La prima giornata del convegno, quella di venerdì 13 aprile, sarà dedicata al mattino all'archeologia e al pomeriggio alla storia navale: entrambe le sessioni avranno la finalità di aggiornare il campo dei ritrovamenti archeologici e degli studi storici in campo marittimo. Una sessione speciale sarà dedicata alle monossili, cioè alle piroghe, imbarcazioni tra le più antiche e interessanti per gli archeologi. Tra i relatori sono presenti i principali e più accreditati studiosi che operano all'interno di Università, Soprintendenze, Musei, Enti.

Il convegno intende evidenziare con particolare accento la grande quantità e qualità del patrimonio marittimo e fluviale che possiede l'Italia: un patrimonio non solo materiale e "tangibile", come nel caso delle barche storiche e tradizionali, i musei, i siti e i reperti archeologici, ma anche "intangibile", fatto di storie, memorie, tradizioni che - come è apparso evidente anche nelle recenti celebrazioni per i 150 anni di Unità - costituisce una parte non trascurabile della storia nazionale.

E' questo, tuttavia, un patrimonio culturale spesso dimenticato e poco valorizzato, e per questo, proprio alle esperienze più varie e interessanti di salvaguardia e valorizzazione della cultura marittima italiana è dedicata la giornata di sabato 14 aprile, con il titolo "Per la salvezza del patrimonio marittimo italiano", che vedrà la partecipazione di musei, studiosi, associazioni, enti che hanno realizzato azioni interessanti in questo campo.

Il programma (scaricabile qui) è particolarmente fitto, tanto che è già stata prevista la divisione dei lavori in due sale all'interno del Museo della Marineria di Cesenatico, una sede prestigiosa e autorevole che è stata confermata anche per la seconda edizione del convegno. Oltre alle relazioni, è prevista anche una poster session nella quale saranno ospitati contributi brevi in forma di poster, con i quali altri studiosi potranno rendere noti ulteriori temi e proposte di ricerca.

Nell'ambito del convegno sono previsti altri appuntamenti collaterali, come le assemblee sociali di associazioni che operano nel campo dell'archeologia e della storia navale, presentazioni di libri, e una mostra dedicata a "Piroghe e zattere nella preistoria" a cura del modellista e ricercatore Roberto Lattini.

In definitiva, il convegno di archeologia, storia ed etnologia navale ha l'ambizione di essere una occasione per tutti coloro che studiano o che semplicemente sono interessati alla cultura del mare in tutti i suoi aspetti, per ritrovarsi e scambiare notizie e opportunità. Per questo motivo la partecipazione del pubblico come uditore è libera e gratuita, e sono state previste convenzioni particolarmente vantaggiose per il pernottamento a Cesenatico: informazioni sull'offerta relativa al convegno possono essere trovate su www.cesenaticoturismo.com

L’iniziativa ha la cura scientifica del Comitato Direttivo di ISTIAEN, ed è organizzata dal Comune di Cesenatico, il cui Sindaco, Roberto Buda, tiene a sottolineare "il ruolo importante di riferimento che Cesenatico possiede nel campo della salvaguardia e della valorizzazione della cultura e delle tradizioni marinare".
Anche questa iniziativa si avvale del determinante supporto da parte di Gesturist Cesenatico S.p.A., main sponsor del Museo della Marineria di Cesenatico.

Naufragi

A cento anni dall’affondamento del Titanic, il Museo della Marineria di Cesenatico in collaborazione con Gesturist Cesenatico S.p.A. propone una serie di tre incontri e una mostra dedicata ai naufragi: un tema non solo di storia marittima, ma anche metafora della fine, del mutamento, e della speranza di una nuova salvezza.
Questo il programma in sintesi:
- martedì 6 marzo, ore 17.30:
Giancarlo Costa (scrittore e fotografo), “1912-2012. Il Titanic e un secolo di naufragi”
- martedì 13 marzo, ore 17.30
Stefano Medas (archeologo subacqueo), “Navi e tesori sommersi”
- mercoledì 21 marzo, ore 21.00
Laura Aguzzoni e Giampiero Pizzol, “Naufraghi su questa terra”, voci e letture
dal 6 marzo (inaugurazione ore 18.30) al 1 aprile
mostra "Dal Titanic all’Andrea Doria" (immagini dall’archivio fotografico di Giancarlo Costa)

Cento anni fa, il 15 aprile 1912, il transatlantico Titanic affondava trascinando con sé nelle gelide acque dell’Atlantico Settentrionale 1523 persone. Un naufragio che divenne il simbolo della fine delle illusioni di un secolo – l’Ottocento – che aveva riposto troppa fiducia nelle “magnifiche sorti” della tecnologia, e che segnò in modo sinistro l’avvio di un nuovo secolo che avrebbe visto ben altre catastrofi.
Il Museo della Marineria di Cesenatico aveva già programmato alcuni mesi fa, nell'occasione di questa ricorrenza, una serie di incontri sui naufragi, intesi sia nei loro aspetti di storia marittima, sia per le molteplici valenze simboliche di questo tema, ampiamente rappresentato nell’arte e nella letteratura; poi, il 13 gennaio scorso, l’impatto della Costa Concordia sugli scogli dell’Isola del Giglio, con le sue vittime e gli altri danni che ne sono seguiti, ha riportato questo tema ad una tragica attualità, dimostrando – cento anni dopo il Titanic – i limiti e i rischi che sono propri dell’andar per mare.
La serie di incontri si apre il 6 marzo alle 17.30 con la conferenza dal titolo “1912-2012. Il Titanic e un secolo di naufragi”, insieme a Giancarlo Costa, autore di numerosi libri di divulgazione e storia marittima, tra i quali l’ultimo Dal Titanic all’Andrea Doria (Gribaudo 2010), dedicato proprio ai naufragi del XX secolo; Costa possiede anche un importantissimo archivio fotografico specializzato sul mare, dal quale sono tratte le immagini della mostra Dal Titanic all’Andrea Doria che sarà allestita al Museo della Marineria dal 6 marzo (inaugurazione alle ore 18.30) sino al 1 aprile, dedicata al Titanic ed altre navi che nell’ultimo secolo hanno avuto un destino avverso.
Il 13 marzo sempre alle 17.30 Stefano Medas, archeologo subacqueo autore di importanti ritrovamenti e svariati libri e articoli scientifici, con la conferenza “Navi e tesori sommersi” ci guiderà alla scoperta dei veri relitti e tesori che si nascondono anche nel nostro mare Mediterraneo, e di come si svolge il lavoro difficile e affascinante dell’archeologo subacqueo.
Infine, mercoledì 21 marzo, ma alle ore 21.00, gli attori Laura Aguzzoni e Giampiero Pizzol, con la serata dal titolo “Naufraghi su questa terra” ci porteranno dentro alle infinite risonanze che l’esperienza vera o immaginata del naufragio ha avuto nella letteratura e nel teatro.
Gli incontri si concluderanno con un assaggio di vini offerti dall’Azienda Agricola “La Pandolfa” di Predappio.
Anche questa iniziativa si avvale del determinante supporto di Gesturist Cesenatico S.p.A., main sponsor del Museo della Marineria di Cesenatico, ed è inserita nel circuito AutorItinera promosso dalla Provincia di Forlì-Cesena con la Regione Emilia-Romagna.

Vele e prore. Il richiamo del mare nell'arte xilografica italiana e romagnola del primo Novecento

Il Museo della Marineria di Cesenatico propone per le festività natalizie una mostra che illustra il “richiamo del mare” nell’arte della xilografia - l’incisione su legno - che ebbe in Romagna i suoi migliori interpreti.
romagnola del primo Novecento

Il legno, servito per millenni per costruire navi e barche, è anche la materia dell’arte incisoria per eccellenza: la xilografia. L’incisione su legno, riscoperta in Italia all’alba del Novecento da grandi artisti come Adolfo De Carolis, ebbe proprio in Romagna alcuni tra i suoi più validi interpreti: tra questi Antonello Moroni, Gino Barbieri, Francesco Nonni, Giannetto Malmerendi, Gino Ravaioli, Luigi Pasquini, Mimì Quilici Buzzacchi, che ebbero il merito di sapere fondere insieme i temi classici con il ricco repertorio figurativo della nostra terra.
Nelle opere di questi artisti aveva un posto di rilievo il mare, con il suo immenso patrimonio di narrazioni, simboli, suggestioni; un mare che - per chi viveva a più diretto contatto con la costa e la sua gente - veniva rappresentato con la vivacità e la concretezza degli strumenti e dei luoghi della vita quotidiana e del lavoro.
L’attenzione all’elemento popolare diventa parte del programma della celebre rivista “La Piè” fondata e diretta da Aldo Spallici, che intende “reinventare” le rappresentazioni e i simboli della tradizione romagnola attraverso le xilografie delle copertine e delle tavole fuori testo. Qui, grazie agli artisti che collaborano a “La Piè”, insieme alla caveja, ai galletti, alle ghirlande, compaiono anche le prue occhiute dei trabaccoli, le zojè, le vele al terzo colorate e decorate, i mestieri del mare. Una presenza riconosciuta – e poi purtroppo quasi dimenticata - della costa e della marineria nella identità e nelle tradizioni della Romagna.
La mostra dedicherà spazio, inoltre, a quella forma speciale di xilografia che è la stampa romagnola su tela, che si svolge anch’essa con matrici di legno. Riccardo Pascucci ha infatti ritrovato nell’archivio della bottega d’arte della sua famiglia gli antichi stampi che mostrano come anche trabaccoli, bragozzi, vele al vento fossero nel repertorio dei motivi usati per ornare coperte, tovaglie, e tende per la spiaggia.
La mostra si avvale della collaborazione di Gianignazio Cerasoli, collezionista e studioso della xilografia romagnola, allievo di Umberto Giovannini che ha riscoperto e valorizzato questo patrimonio figurativo della nostra terra; e dello scrittore e saggista Antonio Castronuovo. La cura generale e il coordinamento della mostra è di Davide Gnola, Direttore del Museo della Marineria di Cesenatico.
Il catalogo è in vendita al Museo della Marineria in occasione della mostra.
 

Vele e prore. Il richiamo del mare nell’arte xilografica italiana e romagnola del primo Novecento.
Cesenatico, Museo della Marineria (Via Armellini, 18)
Dal 4 dicembre 2011 al 8 gennaio 2012 - Inaugurazione: 4 dicembre 2011
Orario: 10-12, 15-19;
Aperto dal 4 al 20 dicembre sabato domenica e festivi, dal 24 dicembre al 8 gennaio tutti i giorni.

Compagnia di Navigazione Adriatica 1932-2004

Al Museo della Marineria di Cesenatico una mostra dedicata ad illustrare con immagini e documenti la storia della Compagnia di Navigazione Adriatica, che dal 1932 al 2004 assicurò i collegamenti tra i porti del nostro mare. A cura di Pasquale B. Trizio, in collaborazione con AIDMEN.

La compagnia di navigazione Adriatica nacque nel 1932 e confluì pochi anni dopo, nel 1936, nell'ambito della FINMARE insieme ad altre compagnie marittime nazionali. L’Adriatica mantenne però la propria flotta e la propria bandiera sociale, che raffigurava il leone di San Marco, per tutto il periodo in cui operò. Nel 2004 termina invece la sua storia quando viene relegata a semplice divisione della consorella Tirrenia, come conseguenza della razionalizzazione - tuttora in atto - dei trasporti marittimi di linea. 
Negli oltre settant'anni nei quali operò con le sue navi, la Società di Navigazione "Adriatica" assicurò i collegamenti di linea con i più importanti porti del Mediterraneo, contribuendo a favorire, nell’area di sua competenza, gli scambi commerciali e la civile convivenza tra le popolazioni adriatiche: quasi una ideale continuazione di quella idea di comunità adriatica che risaliva ai fasti della Serenissima Repubblica Veneta e degli altri liberi comuni marittimi adriatici. L’”Adriatica” ebbe anche il merito di svolgere un importante ruolo di cerniera in un mare che da sempre rappresenta un ponte tra l’Europa Occidentale e l’Europa Orientale, vivendo in presa diretta le conseguenze dei mutamenti storici che si sono riflessi sulle sue acque che vedono oggi affacciarsi ben 6 nazioni. 
La mostra nasce con l'intento di ripercorre - attraverso immagini, documenti, oggetti quali manifesti, programmi, materiali pubblicitari - la storia di questa importante compagnia di navigazione. L'allestimento a Cesenatico, dopo quello già avvenuto a Bari, nasce dalla vocazione del Museo della Marineria a raccontare la storia marittima dell'Adriatico, grazie ai rapporti di collaborazione esistenti con l’Associazione Italiana di Documentazione Marittima e Navale (AIDMEN).
La cura scientifica e organizzativa della mostra è del Dr. Pasquale B. Trizio e si avvale della consulenza dei soci della AIDMEN, ed è stata resa possibile grazie al prezioso supporto della Associazione Marinara “Puglia” di Bari, della Lega Navale Italiana sezione di Bari, mentre per l’allestimento di Cesenatico è determinante il supporto offerto da Gesturist Cesenatico S.p.A. alle attività del Museo della Marineria.
Catalogo: Gelsorosso Srl.

Orario di apertura: dal 1 al 23 ottobre 2011, sabato domenica e festivi, 10-12, 15-19
Inaugurazione sabato 1 ottobre ore 16.30 
Informazioni: 0547-79205   infomusei@cesenatico.it

Garibaldi uomo di mare

Al Museo della Marineria di Cesenatico torna la mostra su “Garibaldi uomo di mare”.
Il Museo della Marineria di Cesenatico, in collaborazione con Gesturist Cesenatico S.p.A., ripropone questa estate la mostra dedicata a “Garibaldi uomo di mare”, in versione aggiornata per il 150 anniversario dell’Unità d’Italia. Una mostra che intende contribuire a far conoscere meglio l’uomo Garibaldi attraverso la sua professione originaria di marinaio, che resta un elemento determinante della sua biografia e della sua azione militare e civile.

La mostra di Cesenatico accompagna il visitatore - sulla scorta di immagini, oggetti, ricostruzioni, documenti - tra i vari aspetti e aneddoti del “Garibaldi marinaio”: la prima formazione sui brigantini liguri nelle rotte per il mar Nero ancora infestate dai pirati; la scoperta degli ideali di indipendenza nelle taverne dei porti del Mediterraneo; l’arruolamento nella marina da guerra sarda sino alla fallita insurrezione di Genova e all’avventuroso e romantico periodo di esilio in Sud America, con i suoi naufragi, abbordaggi, e l’incontro con Anita. Poi il ritorno in Italia, e l’audace e sfortunato imbarco di Cesenatico sui bragozzi nel 1849 dopo la fine della Repubblica Romana, e in seguito il ritorno al mestiere del mare, con le navigazioni nel Pacifico e nei porti del sud-est asiatico al comando del veliero Carmen e il ritorno in Europa via Capo Horn. Infine, l’impresa dei Mille vista nei suoi aspetti marittimi, e le navigazioni “minori” di Garibaldi a bordo del primo piroscafo italiano ad elica, del suo cutter Emma, o del “beccaccino” con cui riuscì a beffare la sorveglianza navale attorno a Caprera.
 

La mostra presenterà anche due documenti poco noti e di grande interesse: il “diario di bordo” autografo nel quale vengono annotate scrupolosamente le navigazioni tra 1850 e 1855, e l’episodio del giovane Garibaldi alle prese con la nascita della misteriosa isola Ferdinandèa.
Garibaldi uomo di mare. Cesenatico, Museo della Marineria (Via Armellini, 18)
Dal 11 giugno al 4 settembre. Inaugurazione: 11 giugno, ore 18.
Orario di apertura: dal 12 al 17 giugno 10-12, 15-19, dal 18 giugno al 4 settembre 10-12, 17-23
Informazioni e prenotazioni: 0547-79205 - infomusei@cesenatico.it
Ufficio stampa e immagini: 329-2107711 – museomarineria@cesenatico.it

Garibaldi, un uomo di mare
Giuseppe Garibaldi, prima ancora che generale militare e leader sociale e politico, fu un uomo di mare. L'eccezionalità della sua figura e il ruolo avuto nella storia, non solo d'Italia, hanno messo in ombra la sua professione originaria, che tuttavia rimane un elemento ineliminabile della sua biografia e della sua azione.
Garibaldi è figlio di un marinaio, e sceglie questo mestiere. Nei porti e sulle rotte del Mediterraneo ha la sua prima formazione e conosce il valore della libertà dei popoli; nelle acque del Sudamerica inizia a combattere; al mare torna ogni volta che è costretto a ritirarsi dalle azioni militari; e anche la casetta di Caprera, con la vista aperta sulle acque della Sardegna, è il sogno della vecchiaia di ogni capitano marittimo.
La professione di capitano di lungo corso era, a metà del sec. XIX, quella che richiedeva insieme le maggiori competenze tecniche e doti umane. Molte delle conoscenze e attitudini tipicamente marinaresche si ritrovano nell'agire di Garibaldi: la cura del dettaglio che può compromettere o assicurare il successo; la capacità di interpretare uno scenario complesso e prendere rapidamente una decisione; tener stretti insieme potere e responsabilità; le parole e le azioni dirette, ancorché mai avventate o irrispettose.
Per questo è utile ancora oggi riscoprire Garibaldi come uomo di mare, ripercorrendo vicende ed episodi che lo videro protagonista sulla scorta di illustrazioni d'epoca, documenti, oggetti. Ed è interessante che questa riscoperta parta proprio da Cesenatico, una città che ha saputo salvaguardare e valorizzare la sua identità legata al porto canale, dal quale Garibaldi salpò per una delle sue azioni più audaci, facendo tesoro, come egli stesso annotò, dell'"arte sua marinaresca". Nell'anno del 150 anniversario dell’Unità d’Italia, questa mostra è un segno di omaggio a Garibaldi da parte di questa città e della sua gente, abituata a misurarsi con un elemento che non conosce confini: la gente di mare.
 

Al varo il bragozzo restaurato

Venerdì 27 maggio 2011, alle ore 10, sarà varato il bragozzo della Sezione Galleggiante del Museo della Marineria, restaurato dalla squadra tecnica del Museo della Marineria con la collaborazione di Gesturist Cesenatico Spa. La barca è stata completamente consolidata nella struttura. Ripristinata anche la decorazione degli “angeli musicanti” di prua opera del pittore Walter Masotti.

Venerdì 27 maggio alle ore 10 verrà varato (cioè rimesso in acqua) il bragozzo della sezione galleggiante del Museo, restaurato dalla squadra tecnica del Museo della Marineria con la collaborazione di Gesturist Cesenatico Spa. Come i cittadini di Cesenatico e i turisti avranno senz’altro notato, il bragozzo era stato infatti “prelevato” appena terminato il Presepe della Marineria per essere sottoposto ad una completa revisione ed intervento di restauro. L’intervento si era reso necessario dopo che le ispezioni che vengono condotte periodicamente insieme alla manutenzione ordinaria avevano riscontrato la necessità di un intervento strutturale.
In particolare si è proceduto alla revisione e alla sostituzione di alcune ordinate, alla sostituzione delle tavole del ponte, al consolidamento generale del fasciame, al rifacimento di bitte e ferramenta del timone. I lavori sono stati eseguiti a regola d’arte dalla squadra tecnica del museo, e in particolare da Massimo Nicolini con il supporto di Giancarlo Bartoli, sulla base delle indicazioni della Direzione del Museo e del Comitato Scientifico che avevano delineato i criteri dell’intervento.
Da segnalare anche che al restauro hanno collaborato gli allievi del primo corso per “tecnico di manutenzione di imbarcazioni storiche” tenuto nei mesi scorsi al Museo della Marineria e promosso da CNA Emilia-Romagna - Ecipar insieme al Comune di Cesenatico.
 

A seguito del restauro si è anche provveduto al ripristino secondo il disegno originale della decorazione dei due “angeli musicanti” a prua, tipica dei bragozzi, che in questo caso era “d’autore” perché eseguita dal pittore Walter Masotti all’epoca del primo restaro della barca nel 1983. L’intervento sulla decorazione è stato opera della restauratrice Francesca Gobbi, dell’Associazione Cartabianca che già collabora con il museo per le attività didattiche e per alcuni interventi di allestimento.
 

Il bragozzo è una barca tradizionale originaria della laguna veneta e di Chioggia in particolare, ma molto diffusa anche nella nostra costa; proprio questo tipo di barca fu protagonista dell’imbarco di Garibaldi a Cesenatico nel 1849. Il Museo della Marineria ne possiede altri tre, dei quali uno navigante (il “San Nicolò”) e uno (il “Vigo”) esposto all’interno. La barca oggetto del restauro - lunga ca. 11 metri - venne costruita nel 1960 a Chioggia nel cantiere di Giovanni Schiavon, e a fine carriera fu utilizzata per diporto con il nome di “Black Panther”, prima di esser acquistata nel 1982 dall’Azienda di Soggiorno per il Museo della Marineria e restaurata l’anno seguente nel cantiere del maestro d’ascia Alvaro Farabegoli, al quale si devono i primi restauri delle barche del museo.
Il varo del bragozzo, nella mattinata di venerdì 27 maggio, darà anche il segnale d’inizio alle iniziative dei “Piccoli Lupi di Mare”, la manifestazione dedicata ai bambini con storie, racconti, laboratori.

I regali del mare

Al Museo della Marineria di Cesenatico un laboratorio/mostra sui “Regali del mare”, dedicato a mostrare tutto ciò che le onde portano sulla battigia e a come può diventare occasione di raccolta, di gioco, di conoscenza. A partire da domenica 1 maggio e sino a domenica 29, a cura di Elisa Mazzoli, Roberto Papetti, Cartabianca.

“Associare al piacere di passeggiare in riva al mare la raccolta di legnetti, conchiglie, oggetti che le onde portano sulla spiaggia, può essere per una mente ben disposta un piacevole e utile esercizio dello sguardo.” Una osservazione semplice ma anche molto profonda che dobbiamo a Roberto Papetti, giocattolaio, artista e studioso dell’ambiente, e che fa da ideale presentazione a “I regali del mare”, il laboratorio/mostra/spazio didattico allestito al Museo della Marineria per tutto il mese di maggio 2011.
Con gli occhi degli esploratori più forti, cioè i bambini, proporremo di fare un giro fra gli oggetti e gli elementi della natura che le onde del mare appoggiano sulla battigia e fra gli scogli in autunno e in inverno. Poi, con un salto che è anche un divertente gioco immaginativo, potremo studiare e ammirare le opere ludiche create da Roberto Papetti. Nella sala centrale dell’allestimento troviamo il suo Gulliver spiaggiato con il Clown dei Gabbiani, le Meduse Lunari e tanti altri pezzi singolari creati fantasiosamente assemblando i doni del mare. Nella Stanza della sabbia e del cielo un’isola di sabbia ricrea una duna piena di oggetti artificiali ammassati in giorni e giorni di maree. La Stanza delle riflessioni blu, invece, invita il visitatore a pensare a tutto ciò che il mare trasporta e ha trasportato nel tempo: oggetti, merci, certo; ma anche persone, come vediamo bene dai fatti di questi giorni.
I laboratori e le attività di gioco sono a cura di di Elisa Mazzoli e dell’Associazione Cartabianca, alle quali si devono anche l’allestimento e i percorsi narrativi e didattici. Scuole e gruppi possono prenotare visite e laboratori con le consuete modalità all’infopoint del Museo della Marineria (0547-79205 - infomusei@cesenatico.it). La mostra è comunque visitabile negli orari di apertura del Museo (nel mese di maggio, aperto tutti i giorni in orario 10-12 e 15-19).
Ricordiamo che tutte le attività del Museo della Marineria si svolgono grazie alla preziosa collaborazione di Gesturist Cesenatico S.p.A.
Elisa Mazzoli: http://elisamazzoli.blogspot.com/
 

L'alba del Novecento. La Cesenatico di cento anni fa nella collezione di cartoline di Luciano Nanni

La Cesenatico di cento anni si rivela attraverso le cartoline raccolte con passione da Luciano Nanni, restituendo un’“alba del Novecento” interessante e ricca di attività.
A seguito del grande interesse e gradimento riscontrato, la mostra continua al Museo della Marineria dal 22 gennaio al 27 marzo, con il normale orario di apertura: sabato, domenica, festivi, ore 10-12, 15-19, e su prenotazione per le scuole.

Le cartoline provenienti dal passato hanno una speciale attrazione, dalla quale è difficile sfuggire: il nostro occhio ne è attratto come da una sorta di buco della serratura, dal quale è possibile sbirciare dentro a un tempo ormai scomparso. In questo caso, è la Cesenatico di cento anni fa che si rivela, attraverso le cartoline raccolte con passione da Luciano Nanni, restituendo un’“alba del Novecento” interessante e ricca di attività. Tutto il paese era allora impegnato in un progetto lungamente sognato e atteso: la conquistata autonomia comunale e il compimento dell'Unità d'Italia avevano dato alla città gli strumenti politici e amministrativi per realizzare finalmente nelle opere pubbliche e sociali gli ideali civili che avevano animato le generazioni precedenti. La Cesenatico di quegli anni mostra nelle cartoline con orgoglio il suo porto canale vivo e operoso, insieme alle nuove opere che contano (la scuola elementare, il monumento a Garibaldi, il Teatro); la neonata città balneare dei “villini” e dei viali alberati; gli antichi mestieri del mare che si svolgono a fianco dei turisti che saranno la fonte di nuovi mestieri e di una nuova storia. Sono immagini che lasciano anche l’amara consapevolezza che forse, qualcosa di più si poteva salvare, della Cesenatico di cento anni fa; del resto, anche a questo può servire la mostra: a comprendere meglio insieme al passato anche il presente; a capire come il volto di una città sia sempre modellato dalle scelte e dalla vita degli uomini e delle donne che la abitano.
Luciano Nanni è noto a Cesenatico come fotografo e appassionato della storia della sua città, una passione coltivata attraverso una attiva curiosità e il collezionismo di cartoline e altra documentazione visiva. La sua raccolta - che si aggiunge al prezioso archivio fotografico costruito in tre generazioni di fotografi - è ricca di oltre 1.500 cartoline, già sommariamente ordinate, e completamente digitalizzate grazie ad una convenzione stipulata con la Biblioteca Comunale.

La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione con la Cooperativa “Le Macchine Celibi” di Bologna, che cura la sorveglianza e l’apertura dei musei e del teatro comunale, nell’ambito del progetto POR/FESR 2007-2013 Obiettivo competitività e occupazione.
 

Fumetti subacquei. Disegni, nuvolette, avventure, della collezione Rambelli

In mostra dal 5 dicembre al 9 gennaio al Museo della Marineria i “fumetti subacquei” di Faustolo Rambelli, un'ampia e accattivante collezione che mostra avventure, personaggi, titoli delle storie disegnate ambientate sotto il mare.

Il fumetto, più di ogni altra arte figurativa, ha sempre avuto il potere di assecondare e provocare la fantasia e di spingerla verso i territori più inesplorati e visionari dell’immaginazione. Non stupisce, allora, la grande quantità di storie disegnate che sono state ambientate sotto il mare, tanto da creare un “mondo subacqueo parallelo” di carta, china e nuvolette, popolato da palombari e sommozzatori impegnati nell’esplorazione di relitti e misteri, nella lotta con mostri marini e altri nemici, oppure nel prestare soccorso a donne in pericolo a loro volta esse stesse infido pericolo, quando in forma di sirene.
Questo affascinante universo figurativo e di fantasie emerge - è il caso di dirlo - nella collezione dei “fumetti subacquei” di Faustolo Rambelli, dal 5 dicembre 2010 al 9 gennaio 2011 in mostra al Museo della Marineria di Cesenatico, in occasione dell’uscita del libro-catalogo omonimo pubblicato dall’Editrice La Mandragora, e curato, oltre che dal medesimo Rambelli, da Loris Cantarelli e Paolo Guiducci.
Faustolo Rambelli non ha bisogno di presentazioni nell’ambito della subacquea, dove ha un ruolo da protagonista grazie alle sue realizzazioni tecniche e imprenditoriali, ma ciò che lo distingue e lo rende un personaggio interessante anche al di fuori del settore è proprio la sua attenzione a 360 gradi verso tutti gli aspetti culturali legati al mondo sottomarino, dalla storia all’arte, dal cinema all’illustrazione, sino al fumetto, appunto. In diversi anni di ricerca Rambelli ha potuto così mettere insieme una collezione di oltre 900 fumetti dei più svariati generi, ma tutti legati in qualche modo alla subacquea. Gli esperti di questa forma d’arte figurativa, ormai ampiamente accreditata dal punto di vista del valore artistico e culturale, hanno già rilevato l’importanza della raccolta; gli appassionati di mare - che sia sopra o sotto la superficie - insieme ai semplici curiosi, troveranno invece in questa mostra un’altra visibile conferma di come questo elemento resti sempre lo scenario più inesauribile dell’immaginazione e della fantasia.
Il libro Fumetti subacquei, a cura di Loris Cantarelli, Paolo Guiducci, Faustolo Rambelli, è pubblicato dall’Editrice La Mandragora.
La mostra si svolge in collaborazione con The Historical Diving Society, Italia (HDSI); “Fumo di China”; e con il supporto di Gesturist Cesenatico S.p.A.

A Cesenatico il LXI Convegno di Studi Romagnoli

Si terrà a Cesenatico, presso il Museo della Marineria, nelle giornate del 23, 24, 30 e 31 ottobre la sessantunesima edizione del Convegno della Società di Studi Romagnoli, la prestigiosa associazione che dal 1949 promuove lo studio e la ricerca del nostro territorio. Un gradito ritorno, che riconosce e premia l'importante cammino percorso da Cesenatico in questi anni dai ricercatori e dagli istituti culturali cittadini.

Si terrà a Cesenatico, presso il Museo della Marineria, nelle giornate del 23, 24, 30 e 31 ottobre la sessantunesima edizione del Convegno della Società di Studi Romagnoli, la prestigiosa associazione che dal 1949 promuove lo studio e la ricerca del nostro territorio. Un gradito ritorno, che riconosce e premia l'importante cammino percorso da Cesenatico in questi anni dai ricercatori e dagli istituti culturali cittadini.
La molteplicità di realizzazioni e iniziative culturali - fra Moretti, Garibaldi, e la marineria - ha sempre reso Cesenatico presente e quasi consuetudinaria negli Studi Romagnoli, più di quanto non dicano i dati ufficiali: il solo Convegno annuale risale addirittura al 1969, cui è seguito nel 1995 il Convegno su Adriatico mare di molte genti, incontro di civiltà. Per questo la Società di Studi Romagnoli è lieta di tornare a Cesenatico con il suo LXI Convegno annuale con un appuntamento di particolare rilevanza per l’alto numero di relazioni. Nei 41 anni che separano dal precedente convegno svolto qui nel 1969, molte cose sono accadute a Cesenatico, e si può dire che questa iniziativa venga in qualche modo a riconoscere e a premiare l'importante lavoro culturale e le concrete realizzazioni che hanno fatto di questo centro costiero un luogo di eccellenza e un "laboratorio" della integrazione tra il rispetto e la valorizzazione della propria storia, e la promozione anche turistica del territorio: il recupero delle antiche Conserve, la costituzione dei tre musei cittadini (alla Casa museo "Marino Moretti" sono seguiti l'Antiquarium e poi il Museo della Marineria), gli scavi archeologici, le iniziative e le pubblicazioni. Un intenso e stabile lavoro culturale testimoniato anche dal gran numero di relazioni che avranno per tema questa città.
Il convegno si aprirà sabato 23 ottobre alle ore 15, con il saluto del Sindaco Nivardo Panzavolta e del Presidente della Società di Studi Romagnoli, Prof. Luigi Lotti, mentre la relazione introduttiva è affidata al Prof. Maurizio Ridolfi. Seguiranno altri 40 interventi distribuiti nelle quattro giornate del convegno, che vedrà tutta la domenica 24 ottobre riservata al ricordo del grande archeologo Giancarlo Susini, con relazioni su "Storia e archeologia in età antica e tardo antica".
Gli interventi del convegno spazieranno nei più vari argomenti della storia romagnola, tali da suscitare interesse e curiosità non solo negli specialisti, ma in tutte le persone interessate alle vicende del nostro territorio.
La partecipazione al convegno è gratuita e aperta al pubblico.

 

Navigare necesse est. Il faro tra mondo antico e medioevo

Si inaugura sabato 9 ottobre la mostra "Navigare necesse est. Il faro tra mondo antico e medioevo", curata da Baldassarre Giardina, una indagine complessiva sui fari esistenti nell'antichità dal Mediterraneo sino alle coste dell'Atlantico e dell'Europa del nord.

La mostra, costituita da un ampio corredo di immagini e da alcuni modelli e riproduzioni realizzati per l'occasione, è curata da Baldassarre Giardina, giovane archeologo che ha avuto l'onore di vedere il suo studio sui fari nel mondo antico pubblicato nella prestigiosa collana dei British Archaeological Reports (BAR) promossa dall'Università di Oxford.
La ricerca, dalla quale la mostra ha origine, è una indagine complessiva sui fari esistenti nell'antichità, un panorama che si estendeva dal Mediterraneo sino alle coste dell'Atlantico e dell'Europa del nord. La mostra rivela uno scenario inaspettatamente denso di navigazioni, anche a lunga distanza, tra popoli e città diverse, che esigevano quindi una organizzazione ampia e complessa, fondata su tecnologie elementari ma in taluni casi sorprendenti. È il caso ad esempio del faro di Alessandria, che con i suoi 100 metri di altezza quasi eguagliava molti moderni grattacieli. Interessante anche la ricostruzione della vita che si svolgeva accanto al faro, che un tempo era anche luogo di attività commerciali, dove ci si recava per pregare gli dei e acquistare piccoli oggetti votivi prima di intraprendere un viaggio per mare, che nell'antichità non era mai privo di pericoli.
Giardina estende la sua ricerca anche alle vicende successive dei fari, mostrandoci cosa sono diventati in età medievale e quelli dei quali è ancora possibile rinvenire i ruderi; come ugualmente ci rivela i cosiddetti "falsi fari", cioè le installazioni ritenute tali, che hanno invece tutt'altra origine. Non manca nella mostra una interessante appendice e un video sulla fortuna del faro nella letteratura, nel cinema e nell'oggettistica, dai film classici come Cleopatra, passando per Elliot il drago invisibile sino al recentissimo Agorà.
La mostra sarà aperta dal 9 ottobre al 7 novembre 2010, nelle giornate di sabato domenica e festivi con orario 10-12 e 15-19, oltre che in altri orari su prenotazione per scuole e gruppi. Nell'occasione sarà attivato per le scuole un nuovo laboratorio creativo e didattico sul tema del faro.
Info e ufficio stampa: museomarineria@cesenatico.it
Prenotazioni per gruppi, scuole, laboratori didattici: infomusei@cesenatico. it - 0547-79205


 

La Festa della Marineria torna dal 3 al 6 giugno 2010

La Festa della Marineria torna dal 3 al 6 giugno 2010, proseguendo l'esperienza positiva e il gradimento del pubblico riscontrato nella passata edizione. Il programma di quest'anno concentra le iniziative in un week end, focalizzandole attorno al centro storico e al suggestivo scenario della Sezione Galleggiante del Museo, al quale si unirà come di consueto la presenza delle barche tradizionali romagnole. Inoltre, "Marineria" 2010 intende sperimentare forme innovative nella fruizione dei musei, legate al diretto coinvolgimento del pubblico in attività che consentano una sorta di "full immersion" nel mondo evocato.

Con la festa della Marineria Cesenatico l'anno scorso ha voluto raccogliere la sfida di realizzare anche in Italia un evento dedicato al mare e alle sue tradizioni, mettendo a frutto un patrimonio di esperienze, relazioni, opportunità che si è costituito in decenni di lavoro sul versante della valorizzazione della cultura e identità marittima.
Cesenatico infatti da molti anni è impegnata per salvaguardare e valorizzare la propria identità marinara. Una scelta di cultura, nel rispetto del lavoro duro e faticoso delle generazioni precedenti, che ora è diventata anche la chiave per una promozione originale e qualificata. Basti pensare ad alcune realizzazioni, come il famoso e dinamico Museo della Marineria, la fitta presenza di barche tradizionali naviganti, il recupero del centro storico attorno al Porto Canale Leonardesco, una fittà rete di opportunità culturali, ricreative, sportive, gastronomiche.
 

"Marineria" 2010
La Festa della Marineria torna dal 3 al 6 giugno 2010, proseguendo l'esperienza positiva e il gradimento del pubblico riscontrato nella passata edizione. Il programma di quest'anno concentra le iniziative in un week end, focalizzandole attorno al centro storico e al suggestivo scenario della Sezione Galleggiante del Museo, al quale si unirà come di consueto la presenza delle barche tradizionali romagnole. Inoltre, "Marineria" 2010 intende sperimentare forme innovative nella fruizione dei musei, legate al diretto coinvolgimento del pubblico in attività che consentano una sorta di "full immersion" nel mondo evocato.
 

Marineria 2009
La prima edizione di “Marineria”, svolta dal 15 al 20 giugno 2009, ha visto la presenza di barche tradizionali con navigazioni dimostrative, serate di spettacolo e musica dedicati alla riscoperta del “patrimonio immateriale” della cultura marittima, convegni e incontri con libri e autori, una rassegna cinematografica specializzata, alcune mostre a tema. La gastronomia di pesce ha avuto una parte importante nella rassegna.L’iniziativa di maggiore spessore sul versante nautico e storico è stata il corso inaugurale della “Scuola di vela e navigazione storica”, aperta a Cesenatico in collaborazione con l’Istituto di Storia ed Etnologia Marittima (ISTIAEN). Sempre nell’ambito della Scuola si è tenuto un importante appuntamento di studio dedicato al censimento e tutela delle barche storiche.Infine - cosa unica nel vasto panorama dei "festival" - in parallelo al programma “per i grandi” si è svolta una seconda rassegna anch’essa dedicata al mare, ma rivolta esclusivamente a bambini e ragazzi, con propri appuntamenti e attività manuali e narrative.
Marineria è realizzato nell’ambito della manifestazione “Incontri di Mare”, promossa dall’Assessorato turismo Regione Emilia-Romagna grazie al cofinanziamento del progetto interregionale di sviluppo turistico (L.135/01) “Itinerari nella cultura, storia, tradizioni, paesaggi del Mare e delle miniere di mare”.

La guerra dei trabaccoli

La guerra dei trabaccoli è una mostra fotografica voluta e auspicata da Achille Rastelli, uno dei più accreditati studiosi di storia marittima, autore di apprezzati volumi e trasmissioni radiofoniche e  Presidente dell'AIDMEN (Associazione Italiana di Documentazione Navale e Marittima).
La mostra vuole documentare una pagina quasi del tutto sconosciuta della nostra marineria, rievocando il tempo nel quale le barche da lavoro di pescatori e naviganti vennero requisite insieme ai loro marinai per essere usate in operazioni belliche, trovando spesso così la loro distruzione. Alla sua realizzazione hanno collaborato Achille Rastelli, Giorgio Spazzapan, Zvonimir Freivogel, Franco Bargoni, Guido Alfano e Sergio Gobbo.
Al Museo della Marineria, dal 6 giugno al 29 agosto.
Inaugurazione domenica 6 agosto, ore 11.30, durante la Festa della Marineria

Gerard Rosés. Espressionismo su cartone

Presso le sale espositive del Museo della Marineria di Cesenatico espone l’artista catalano Gerard Rosés. Questo pittore, nato a Barcellona, con una ricca esperienza internazionale di oltre vent’anni, utilizza il cartone come supporto in pezzi tanto piccoli quanto monumentali, e tra le loro ondulazioni riflette la “joie de vivre”.
I suoi dipinti di scene di bagnanti, di spiagge, di finestre aperte sull’acqua, invitano lo sguardo a penetrare il mare. La mediterraneità naviga placidamente, fino alle terre dell’Adriatico. I suoi toni caldi, armonici e ben definiti invitano a godere, alla contemplazione, ma anche a riflettere su una realtà in continua evoluzione.
Come un artista completo non limita la sua creatività nei campi della pittura e della scultura, ma utilizza anche, come mezzo espressivo,il linguaggio audiovisivo, per coprire le mille sfumature della realtà.
Gerard Rosés nasce a Barcellona nel 1944. Fin da bambino manifesta la sua passione per la pittura, tanto che s’iscriverà all’Istituto d’arte “Escuela Massana de Barcelona”.  Comincia a dipingere molto giovane e in breve tempo ad esporre le sue opere in Spagna, Francia e Germania. Dal 1989 è anche professore di pittura nella Casa di Cultura di Teià e nel suo loft-atelier di Barcellona continua la sua produzione artistica.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni festivi e pre-festivi dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00 sino al 23 maggio.
Nei giorni feriali la visita sarà possibile su appuntamento chiamando il numero 0547/79205.
Alcune opere sono esposte anche presso la Biblioteca Comunale di Cesenatico.

Lo spazio adriatico. Libri e incontri sul nostro mare

Benché la storia sia molto spesso o quasi sempre passata per il mare, dove si sono misurate tra loro le potenze economiche e militari degli stati, e dove hanno vissuto e intrecciato i loro scambi culturali e sociali tutte le civiltà, malgrado ciò sono relativamente pochi i libri di storia centrati sul mare.
Per questo motivo il Museo della Marineria, grazie alla collaborazione del Prof. Maurizio Ridolfi (Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Tuscia - Viterbo), ha ritenuto opportuno proporre questi tre incontri con altrettanti autori di libri usciti di recente che rivolgono lo sguardo al mare e in particolare all’Adriatico.
 - 5 marzo: Paolo Frascani, Il mare (Il Mulino)
- 11 marzo: Stefano Trinchese, Adriatico contemporaneo (Il Mulino)
- 22 marzo: Rolf Petri, Nostalgia. Memoria e passaggi tra le sponde dell’Adriatico (Ediz. di Storia e Letteratura)
Gli inconti sono introdotti e animati da Maurizio Ridolfi, Fabio Fiori, Davide Gnola.
 Alle 17.30 al Museo della Marineria.
 

 
Paolo Frascani è Professore ordinario di Storia economica nella Facoltà di Scienze Politiche della Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli, e da oltre un decennio si occupa di storia marittima del nostro Paese in età contemporanea. Il suo più recente volume, Il mare (il Mulino, 2008), ha ottenuto il premio "Libro del Mare 2008" per la sezione saggistica. Così ha motivato il tema da lui scelto: "A lungo la storiografia ha considerato marginale e ininfluente il rapporto tra le popolazioni del Meridione e il mare. Oggi qualcosa sta cambiando e le ricerche più recenti pongono in evidenza il posto che la gente di mare occupa nella storia politica e sociale del Mezzogiorno".
In precedenza ha tra l’altro pubblicato A vela e a vapore: economie, culture e istituzioni del mare nell'Italia dell'Ottocento (Donzelli, 2001).
Stefano Trinchese insegna storia contemporanea nella Facoltà di Lettere dell’Università G. D’Annunzio di Chieti, della quale è preside. E’ presidente del Centro per le civiltà dell’Adriatico. Ha studiato nelle università di Bologna (1975-80), Bonn (1983-86) e Paris-Sorbonne (1986-87), conseguendo il dottorato di ricerca a Roma-La Sapienza (1987-90). Ha svolto semestri di studio in Turchia (1993-96) e in Germania (1998-99). Ha insegnato storia della Turchia presso l’Ispettorato dell’Esercito. E’ membro del direttivo della Società italiana per la storia contemporanea e dell’Istituto Paolo VI per la storia del movimento cattolico. E’ autore di monografie su temi di storia politica e religiosa europea e mediterranea.
Rolf Petri si è laureato a Marburg in Germania e ha conseguito il dottorato di ricerca all'Istituto universitario europeo di Firenze. Ha lavorato all'Istituto storico germanico di Roma e ha insegnato alle Università di Bielefeld e Halle in Germania prima di giungere a Venezia. I suoi interessi di ricerca vertono sulla storia economica italiana ed europea nei secoli XIX e XX, sui processi di identificazione collettiva con il territorio. Dal 2006 al 2009 è stato coordinatore dello European Doctorate in the Social History of Europe and the Mediterranean "Building on the Past". È coautore di Porti di frontiera. Industria e commercio a Trieste, Fiume e Pola tra le guerre mondiali (Viella, 2008).

Lo Specchio del Mare. Carte dell'Adriatico dal XVI al XIX secolo

Le antiche carte nautiche del mare Adriatico saranno protagoniste della mostra che il Museo della Marineria di Cesenatico propone per le prossime festività natalizie. Circa cinquanta carte, tutte provenienti dalla collezione Marco Asta, saranno esposte al museo, dai primi esemplari del XVI secolo sino a giungere a metà Ottocento, quando la cartografia vede mutare le sue tecniche e procedimenti.
Le carte nautiche, oltre che affascinanti opere di arte e di scienza, sono appunto anche lo "specchio" nel quale è possibile leggere la storia e l'identità di uno spazio così speciale come il mare: luogo selvaggio, dove non è possibile tracciare confini, ma da sempre teatro dei decisivi eventi commerciali, militari, sociali, che determinano la vita delle nazioni. Questo è ancora più vero per l'Adriatico, che fu sin dall'antichità un vero crocevia di popoli, e che in epoca moderna vide avvicendarsi le più importanti marinerie europee, ognuna delle quali ebbe dunque la necessità di mettere in campo i suoi migliori cartografi. Attraverso le carte possiamo vedere i cambiamenti storici come l'ascesa e il declino di Venezia, l'arrivo delle flotte europee, la nascita della marina austro-ungarica contrapposta al neonato Regno d'Italia; e dal punto di vista tecnico, apprezziamo l'evoluzione della tecnica cartografica attraverso le opere di Forlani, Barendszt, Blaeu, Levanto, l'abate Coronelli, sino al Furlanetto, De Lucio, Grubas, e agli esploratori-scienziati dell'Ottocento.
La collezione del medico bolognese Marco Asta, dalla quale provengono tutte le carte in mostra, è tra le più importanti in Italia e in Europa. Non sono molte infatti - nemmeno tra le biblioteche e gli archivi pubblici - le raccolte che possono documentare un mare in modo così accurato ed estensivo. Un risultato che si deve al grande impegno profuso in un passatempo nato dalla passione per il mare e la vela, diventato in realtà lavoro di ricerca e conoscenza.
Le carte sono state oggetto di una completa campagna fotografica da parte dell'Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, che ha compreso l'importanza storica e documentaria della raccolta, anche in relazione all'identità adriatica della nostra Regione.
Il catalogo della mostra contiene le immagini e le schede di tutte le opere in mostra e interventi di Marco Asta, Paola Presciuttini, Valdimiro Valerio (catalogo in vendita al bookshop del Museo, disponibile anche per librerie).

orario di apertura 10-12 / 15-19, sabato, domenica e festivi
(aperto a richiesta per gruppi e scuole)

Ufficio stampa e immagini: 329-2107711 - museomarineria@cesenatico.it
Info museo e mostra: 0547-79205 - infomusei@cesenatico.it
 

Presentazione
Marco Asta, medico e collezionista
"Un giorno un paziente mi chiese ironicamente di disegnargli una mappa che indicasse i luoghi nei quali “cadevano le tegole” in modo da evitarli e non ricadere nella depressione. Una mappa, appunto.
Le carte geografiche e quelle nautiche sono state e sono strumenti per il controllo militare, economico e politico del territorio, in particolare lo furono le carte nautiche fino alla comparsa del trasporto aereo e all’incremento di quello su ruote. Queste funzioni si riferiscono al bisogno di conquista e di controllo che l’uomo rivolge al mondo esterno; non trascurabile, per quanto meno evidente, ciò che una mappa può rappresentare nella fantasia degli individui. Essa consente viaggi virtuali ed esplorazioni che forse non faremo mai nella realtà; credo fosse questo il motivo per cui da bambino passavo ore a guardare e scarabocchiare l’atlante di una vecchia enciclopedia, scoprendo continenti e oceani lontani.
Poi, come suggeriva il mio paziente, una mappa può darci sicurezza. Durante un trasferimento notturno da Rogoznica a Biograd cominciai a provare una certa inquietudine mentre la barca correva trascinata da un vento fresco di nord-est. Vedevo in lontananza le luci della costa mentre nel buio scorgevo appena i contorni delle isole che sfilavano veloci; lentamente si insinuò in me il dubbio che sulla mia rotta potessero trovarsi degli ostacoli: desideravo non essere solo e potere consultare una carta nautica di quel tratto di mare. Se pensiamo alla navigazione come ad una metafora della vita, la carta nautica è quell’oggetto che, nella realtà e nella fantasia, ci rassicura e ci permette di proseguire il nostro viaggio con maggiore serenità.
L’interesse per la cartografia nautica iniziò con la pratica della vela, un piccolo cabotaggio fra le due sponde dell’Adriatico, poi la passione per questo mare e le sue vicende fecero il resto. La lettura dei racconti di Sergio Anselmi e di Giacomo Scotti mi invitavano a immaginare gli scenari e a tentare di ricostruirli sulle carte del passato. Così, un po’ per gioco e un po’ per amore si è costituita una collezione che rifiuta di essere una mera raccolta, ma spera di suscitare curiosità e interesse verso l’Adriatico e la sua storia."

Dalla introduzione al catalogo della mostra
Paola Presciuttini, già Direttrice della Biblioteca Istituto Idrografico della Marina, Genova
"Le carte, in quanto costruzioni geometriche, a prima vista sembrano solo strumenti matematici di gestione del territorio; possiedono invece – secondo una bella immagine di Christian Jacob - “un potere di seduzione per le loro suggestioni mistiche e oniriche, per i sogni ai quali invitano lo sguardo di chi si lascia librare liberamente sulla loro superficie, come se esse rappresentassero uno spazio di proiezione privilegiata per i desideri, le aspirazioni, la memoria affettiva e culturale dell’osservatore” […] La carta nautica fin dalle sue origini è la metafora dell’umano cammino lungo le rotte della scoperta e della conquista, disegnando la storia nei cartigli, nelle dediche, nelle numerose immaginifiche rappresentazioni allegoriche. […] Nel volgere dei secoli la rappresentazione cartografica assume il valore di una testimonianza storica, nell’attestare le diverse dominazioni e l’avvicendarsi degli scenari politici. Il conquistatore si affretta a cartografare le terre occupate, per pianificare il teatro di guerra, così come lo stato nascente delimita e rileva per conoscere e descrivere il proprio territorio: gli obiettivi economici, militari, politici e amministrativi sono quindi, da sempre, di impulso all’attività cartografica. […]"
 

Dalla introduzione al catalogo della mostra
Vladimiro Valerio, Docente Geometria Descrittiva, Università IUAV Venezia
"Tutti i collezionisti ambiscono a costruire delle raccolte “importanti”, e tutti sono giustamente orgogliosi di quel poco o molto che riescono a fare e a mettere insieme. È quella che io chiamo la follia del raccoglitore che appaga sia nel quotidiano, per cui si amano gli oggetti della collezione (tutti assolutamente importantissimi e unici, per il collezionista), sia nel rapporto con il tempo, che ci porta a sognare di avere contribuito al recupero della memoria collettiva. In qualche modo il collezionista sogna di avere costruito qualcosa che rimarrà più che ai suoi figli, ai posteri, un patrimonio dell’umanità. Quante volte sono state donate intere raccolte a istituti, musei, biblioteche affinché lo sforzo del collezionista non sia stato vano? Gli uomini che hanno dato origine alle grandi raccolte del passato erano mossi dalla stessa nostra passione e ora le loro raccolte ci aiutano e ci sono di guida per orientarci nelle nostre. […] Non c’è raccolta che non serbi qualche scoperta, che non nasconda qualche rarità e che non tramandi qualche retaggio del passato che andrebbe altrimenti perso, e quella di Marco Asta non fa eccezione."